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Gesto simbolico da parte di eBay France(0) In Francia un utente di eBay ha chiesto un piccolo gesto simbolico. Questo perchè, quando la valutazione del sito è ai valori minimi su una scala da 1 a 12, la “legenda” prevede, che si accenda la “stella gialla”. La cosidetta “stella gialla” per qualcuno è un’icona, mentre per altri è anche un incubo ricorrente che affonda le proprie radici nell’antisemitismo. eBay France ha risposto: d’ora in poi in Francia la “stella gialla” sarà la “prima stella“. Pe evitare possibili azioni legali, che partendo da una stella, potrebbe prendere ben altri sviluppi e settori di applicazione, eBay France, non ritiene ancora di poter rendere ufficiale questa decisione. Quando si parla di leggi, sensibilità delle persone, non basta un gesto, però aver provveduto subito al cambiamento della nomenclatura, è un gesto davvero degno di apprezzamento.
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Mozilla e Skype in difesa del Jailbreaking dell’iPhone(0) Mozilla e Skype ufficialmente appoggiano l’EFF (Electronic Frontier Foundation), nella battaglia contro Apple. Il colosso di Cupertino, intende infatti tagliare le gambe al Jailbreaking (sblocco, crack) del suo iPhone. Mozilla e Skype chiedono apertura e libertà, in modo che gli utenti possano installare sull’iPhone ciò che desiderano. Sia che per Mozilla, che per Skype, dunque, Apple dovrebbe permettere ai suoi utenti di installare ciò che preferiscono sull’iPhone. Apple ha spiegato come i vincoli imposti, siano legati a problematiche di sicurezza e della necessità di avere un terminale sempre efficiente, uniforme, senza il pericolo di malfunzionamenti causati da software esterno non controllato. L’appello alla DMCA è osteggiato ora da tre nomi di un certo peso: EFF, Mozilla e Skype. Questo porterà non pochi problemi al sostenimento delle spiegazioni fornite da Apple.
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Secondo Di Pietro, D’Alia vuole emettere verdetto senza un processo(0) Ecco cosa ne pensa l’onorevole Di Pietro a proposito della legge proposta dal senatore D’Alia: “Il reato di apologia e istigazione a delinquere è già previsto e punito dalla legge, chiunque ne venga accusato oggi viene processato e, se colpevole, condannato. D’Alia e i suoi mandanti non vogliono attendere il processo, né la sentenza, vogliono emettere subito il verdetto di colpevolezza obbligando i provider ad oscurare da subito il sito. Poi, chi se ne frega del processo. Un emendamento antidemocratico e incostituzionale che cancellerà l’informazione in internet in un soffio equiparando l’Italia alle uniche due nazioni al mondo che hanno queste restrizioni: Cina e Birmania. L’emendamento sotto il pretesto di chiudere le porte a siti come YouTube e Facebook in cui sparuti gruppi di fanatici “inneggiano” a Raffaele Cutolo e Salvatore Riina, nasconde ben altri obiettivi. Quello di oscurare l’ultimo tassello dell’informazione, internet, che sfugge al controllo di Silvio Berlusconi monopolista dell’informazione privata e di Stato”. E ancora, rincara: “Se l’emendamento D’Alia divenisse legge il mio blog, quello di Marco Travaglio, di Beppe Grillo, di Byoblu, di Daniele Martinelli, di Piero Ricca e di migliaia di altre voci libere della Rete, sarebbero oscurati. Questo è l’effetto, ed il vero obiettivo, di ‘carogna, ed il senatore D’Alia non lo nasconde”. Oltre a Beppe Grillo, quindi, anche Di Pietro si schiera dalla parte dei cosidetti “Free Blogger”.
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Free Blogger: l’iniziativa di Beppe Grillo(0) Il senatore D’Alia dell’UDC ha intenzione di oscurare la Rete. Infatti, ha proposto un emendamento, già approvato in Senato, per un disegno di legge di Brunetta che obbligherà tutti i provider a oscurare siti, blog o social media che essi siano, come YouTube e Facebook, su richiesta del ministero degli Interni per reati di opinione. Ad esempio un filmato, o un gruppo, che invitano a non osservare una legge considerata ingiusta. Questo senza nessuna sentenza della magistratura. L’indirizzo per aderire alla protesta, inviando la propria foto, con un cartello con la frase “Free Blogger”, e tutto ciò che riguarda l’iniziativa è: http://www.beppegrillo.it/iniziative/freeblogger/
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Il senatore D’Alia vuole censurare internet(1)
Il senatore D’Alia dell’UDC, vuole oscurare internet. Questa legge obbligherà ora i provider a oscurare siti, blog e social network come Facebook, Myspace, social media come YouTube, per semplici reati di opinione, su richiesta del ministero dell’Interno.
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La vendita online di semi di cannabis non è reato(0) La vendita online di semi di cannabis e materiale atto alla coltivazione non è reato. L’ADUC, l’Associazione Diritti Utenti e Consumatori, ha riferito che la Corte d’Appello di Firenze, si è pronunciata con una sentenza che annulla la condanna di primo grado di un gestore di negozio line, per istigazione all’utilizzo illecito di sostanze stupefacenti. Stando a quanto dice la sentenza, la vendita è protetta dalla Costituzione nell’articolo 21, in materia di tutela di libertà di espressione.
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Blog curato e gestito da Emanuele Vedova (aka MacGyver), in collaborazione con Valentina Angius (aka Wangius).
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