
Il tutto è maturato dopo la cena di ieri sera con Umberto Bossi, cofirmatario della nota diffusa stamattina. “Silvio Berlusconi e Umberto Bossi – si legge infatti nel documento – in vista dei prossimi ballottaggi per le elezioni amministrative, hanno condiviso la necessità di un comune e forte impegno del Popolo della Libertà e della Lega Nord a sostegno dei loro candidati, per completare l’eccezionale successo della quasi totalità delle amministrazioni già conquistate al primo turno. A tal fine hanno garantito il loro personale coinvolgimento nelle ultime due settimane di campagna elettorale”.
Puntuale la rezione negli ambienti del centrosinistra al dietrofront del premier che pure in passato aveva sostenuto, anche se tiepidamente, il referendum sulla legge elettorale. Lapidario il senatore Pd Giorgio Tonini: “Come volevasi dimostrare il premier molla il suo impegno sul referendum. Berlusconi ha una parola molto ondivaga, i suoi impegni della mattina non sono validi a sera. E’ evidente che dopo il risultato elettorale deve privilegiare l’alleato Bossi del quale è sempre più ostaggio per assicurarsi l’impegno per i ballottaggi”.
PD: “BERLUSCONI OSTAGGIO DI BOSSI”
”Non avevo mai creduto – ha affermato Tonini, che è anche tra i promotori del referendum – ad un sincero impegno di Berlusconi sul referendum, il porcellum è un vestito tagliato su misura del centrodestra e dell’alleanza Pdl-Lega”. Proprio per questo, aggiunge il dirigente Pd, “è importante battersi per il referendum che è l’unica via concreta per i cittadini per cambiare la legge elettorale”.
Tonini critica anche la scelta del leader Idv Antonio Di Pietro di rivedere il suo sostegno dopo che Berlusconi annunciò il sì alla consultazione popolare. ”E’ evidente – osserva – che il suo è un modo subalterno di fare politica in base alle scelte dell’avversario mentre bisognerebbe seguire gli obiettivi giudicati più giusti”.





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