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Decreto Romani su Obblighi di Programmazione: Esclusi Blog e Siti Internet Decreto Romani su Obblighi di Programmazione: Esclusi Blog e Siti Internet(1)

Tutti i siti internet di tipo tradizionale, come Blog, Motori di Ricerca e le versioni online di quotidiani e riviste resterebbero fuori dal decreto varato ieri, 1 marzo. Secondo quanto specificato dal Consiglio dei ministri, in merito all’approvazione del decreto Romani, l’autorizzazione generale per i servizi tv su richiesta, non comporterebbe una valutazione preventiva sui contenuti. Mentre per il settore audiovisivo, torna l’obbligo di programmazione di prodotto italiano ed europeo, per tutti gli operatori di settore; oltre le quote di programmazione e investimento previste per la Rai. Il senatore del PdL, Alessio Butti, ha commentato: “Nessuna censura e nessun controllo preventivo. La libertà della Rete resta intatta”.

Emanuele Vedova

A330, smentito ritrovamento rottami: i pezzi recuperati non sono dell’aereo A330, smentito ritrovamento rottami: i pezzi recuperati non sono dell’aereo(0)

I rottami recuperati giovedì dalla marina brasiliana nell’oceano Atlantico non appartengono all’Airbus Air France precipitato. Lo ha dichiarato un portavoce militare. “Fino ad ora nessun pezzo dell’aereo è stato recuperato”, ha dichiarato il direttore del dipartimento di controllo dello spazio aereo brasiliano, Ramon Cardoso, smentendo le notizie precedenti che sostenevano del ritrovamento di un pezzo proveniente dalla stiva dell’Airbus A330.

Cardoso ha spiegato che il pezzo trovato è “di legno” e che “non esistono pezzi di legno su quell’aereo”. E ha sottolineato: “Si può così confermare che quel pezzo non faceva parte dei rottami dell’aereo”.

Il generale ha poi affermato che l’olio scoperto sulla superficie del mare è quello “di una nave, non di un aereo” perchè si tratta di olio, non di kerosene.

Una tempesta sulla rotta dell’Airbus?
Un volo Iberia, decollato da Rio de Janeiro esattamente 7 minuti dopo l’AF447 dell’Air France, e che volava sulla sua stessa rotta, deviò per evitare una forte tempesta nella quale potrebbe essersi imbattuto l’AF447. I piloti Iberia raccontano di aver sentito per radio le chiamate della torre di controllo brasiliana all’aereo francese e di aver provato loro stessi a chiamare il volo AF447, senza risultato.

Nuovo codice per volo AF447:
Da domenica cambia il codice di volo della rotta tra l’aeroporto internazionale Tom Jobim di Rio de Janeiro e lo scalo Charles De Gaulle dell’Air France. Il nuovo codice sarà AF 445 e non più 447. Lo ha reso noto la compagnia francese. Il codice del percorso tra la capitale francese e Rio de Janeiro (AF 444) non verrà modificato.

Recuperati i primi rottami: esclusa l’esplosione in volo Recuperati i primi rottami: esclusa l’esplosione in volo(0)

A cinque giorni dall’incidente del volo Air France 447  fra Rio de Janeiro e Parigi, su cui viaggiavano 228 persone fra cui 10 italiani, si moltiplicano le ipotesi sulle cause del disastro. Alcune fonti vicine all’inchiesta, hanno sostenuto che l’Airbus A330 volava probabilmente a una velocità “errata”. Per corroborare quest’ipotesi, si è aggiunto che il costruttore Airbus dovrebbe pubblicare a breve una raccomandazione destinata a tutte le compagnie aeree che utilizzano il velivolo, controfirmata dall’Ufficio di inchieste e analisi (BEA) incaricato dell’inchiesta. Nella nota si ricorderebbe che “in caso di condizioni meteorologiche difficili, gli equipaggi devono mantenere in posizione corretta l’assetto e la propulsione dei reattori per poter mantenere la traiettoria dell’aereo”.

L’aereo, come è stato provato dalle prime indagini, è scomparso proprio nel bel mezzo di una tempesta. “Se la BEA pubblica una raccomandazione di questo genere – sostiene Jean Serrat, un pilota di linea in pensione che è stato intervistato, – significa che sanno chiaramente cosa è successo. E se sanno cosa è successo, sono obbligati a diffondere una nota per ragioni di sicurezza, per evitare che un evento simile si verifichi di nuovo”. Secondo i risultati preliminari dell’indagine della BEA, in effetti, i messaggi automatici inviati dall’aereo erano “incoerenti” quanto alla velocità.
In pochi minuti, il sistema automatico dell’aereo avrebbe inviato quattro messaggi di panne dei sistemi, prima di segnalare alle 4.14 una “velocità verticale”, forse indizio della caduta dell’aereo. Il comandante del volo 447 aveva d’altronde una grande esperienza (ben 11.000 ore di volo), e ancora un’altra ipotesi: che a causa di un’anomalia informatica, l’aereo abbia improvvisamente perso bruscamente quota, come accadde lo scorso ottobre a un volo della Qantas con lo stesso modello di Airbus. L’aereo australiano cadde bruscamente di 2.000 metri ma i piloti riuscirono a realizzare un atterraggio di emergenza. Ma il costruttore ha negato analogie fra i due casi, dato che l’aereo della compagnia australiana era equipaggiato con un sistema di navigazione diverso da quello dell’Air France.
La BEA, da parte sua, si è limitata a mettere in guardia contro qualsiasi “interpretazione o speculazione affrettata”, mentre i mezzi militari del Brasile hanno cominciato oggi il recupero dei resti del velivolo.

“Stiamo recuperando i resti” dell’Airbus ha dichiarato il generale Ramon Borges Cardoso. Il primo pezzo recuperato, ha precisato il militare, era una parte del bagagliaio dell’aereo. Le ricerche mobilitano aerei, navi ed elicotteri brasiliani, francesi e statunitensi, più di 150 persone su un’area di 6.000 km quadrati nell’Oceano Atlantico, a circa 1.000 km dalla costa del Brasile.
Solo il ritrovamento della scatola nera potrebbe dare certezze sull’accaduto, ma gli esperti ritengono che sarà molto complicato.

Un pezzo di sostegno lungo 2,5 metri della stiva dell’Airbus dell’Air France precipitato lo scorso lunedì: è uno dei pezzi dell’aereo trovato in queste ore nell’Oceano Atlantico, insieme a due salvagenti. Nelle ultime ore, sono stati trovati in totale nove oggetti dell’aereo, nelle acque a sudovest degli isolotti di San Pedro e San Paolo, ha precisato Ramon Borges Cardoso, direttore del controllo dello spazio aereo dell’Aeronautica, incontrando i giornalisti a Recife (nordest del Brasile).
“Stiamo lavorando nella raccolta dei rottami. Fino a ieri la nostra priorità era quella di trovare i corpi”, ha precisato Cardoso, sottolineando che l’aeronautica e la marina brasiliana hanno comunque pronta ”tutta la logistica necessaria” nel caso di avvistamenti, e recuperi di corpi. In totale, ha concluso Cardoso, ci sono circa 150 componenti del personale brasiliano specializzato in questo tipo di soccorsi impegnati nella raccolta e l’analisi dei pezzi ritrovati, sia nelle citta’ di Natal e di Recife, sia nell’arcipelago di Fernardo di Noronha, in mezzo all’Oceano.

Il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner, a Rio per esprimere la solidarietà alle famiglie delle vittime, ha parlato di “profondità immensa” del mare nella zona del disastro, fra 3.000 e 4.000 metri. Kouchner ha affermato che gli esperti non hanno trovato “nessun segno” che possa reggere l’ipotesi di un attentato. “Ma non lo escludiamo”, ha aggiunto.

L’ipotesi di un’esplosione in volo era stata fra le prime ad essere evocata, dato che – cosa molto rara – il comandante non aveva avuto il tempo di effettuare alcuna comunicazione con le torri di controllo.
Un pilota dell’Air Comet che la notte della tragedia volava sulla rotta Lima-Madrid nella zona dove è scomparso il volo 447 ha indicato di aver visto “in lontananza un lampo forte e intenso di luce bianca, seguito da una traiettoria verticale che si è dissipata in sei secondi”.


Eppure, esperti francesi hanno osservato che in una zona di tempeste come quella in cui è avvenuto l’incidente è difficile avere la certezza che non si trattasse di un fenomeno luminoso o elettrico, soprattutto considerato che fra la zona di ritrovamento dei resti e quella di cui parla il pilota di Air Comet vi sono 2.200 chilometri di distanza. E anche il ministro della Difesa brasiliano, Nelson Jobim, ha escluso l’ipotesi che l’Airbus A330 possa essere esploso in volo. La presenza di chiazze di combustibile nei pressi dei detriti del velivolo trovati in mare escluderebbe, secondo il responsabile di Brasilia, la possibilità di un incendio o di un’esplosione.

Secondo Di Pietro, D’Alia vuole emettere verdetto senza un processo Secondo Di Pietro, D’Alia vuole emettere verdetto senza un processo(0)

Ecco cosa ne pensa l’onorevole Di Pietro a proposito della legge proposta dal senatore D’Alia: “Il reato di apologia e istigazione a delinquere è già previsto e punito dalla legge, chiunque ne venga accusato oggi viene processato e, se colpevole, condannato. D’Alia e i suoi mandanti non vogliono attendere il processo, né la sentenza, vogliono emettere subito il verdetto di colpevolezza obbligando i provider ad oscurare da subito il sito. Poi, chi se ne frega del processo. Un emendamento antidemocratico e incostituzionale che cancellerà l’informazione in internet in un soffio equiparando l’Italia alle uniche due nazioni al mondo che hanno queste restrizioni: Cina e Birmania. L’emendamento sotto il pretesto di chiudere le porte a siti come YouTube e Facebook in cui sparuti gruppi di fanatici “inneggiano” a Raffaele Cutolo e Salvatore Riina, nasconde ben altri obiettivi. Quello di oscurare l’ultimo tassello dell’informazione, internet, che sfugge al controllo di Silvio Berlusconi monopolista dell’informazione privata e di Stato”. E ancora, rincara: “Se l’emendamento D’Alia divenisse legge il mio blog, quello di Marco Travaglio, di Beppe Grillo, di Byoblu, di Daniele Martinelli, di Piero Ricca e di migliaia di altre voci libere della Rete, sarebbero oscurati. Questo è l’effetto, ed il vero obiettivo, di ‘carogna, ed il senatore D’Alia non lo nasconde”. Oltre a Beppe Grillo, quindi, anche Di Pietro si schiera dalla parte dei cosidetti “Free Blogger”.

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Blog curato e gestito da Emanuele Vedova (aka MacGyver), in collaborazione con Valentina Angius (aka Wangius).

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